13 dicembre, 2005

 

Radicali: ma il programma resta (quasi tutto) liberale

Se qualcuno temeva un addolcimento in salsa sinistrese del programma dei radicali, specialmente sul versante economico liberista, be', si dovrà ricredere. E' vero però che, grazie alla posizione "sul confine", gli amici radicali mettono ora in risalto, tra i tanti loro temi tradizionali, quelli più appetibili in teoria per la psicologia cattolica e "di sinistra" (virgolette ironiche d'obbligo), come l'amnistia, che a noi liberali, poco amanti del perdonismo e sempre determinati a volere la responsabilità personale e la certezza del diritto, non ci entusiasma. Però, l'analisi tecnica (la giustizia non funziona in Italia, per colpa di giudici, accusatori e avvocati) e quella sociologica sono fondate. I carcerati non devono diventare oggetto d'un "sindacato" specializzato (come anche tossicodipendenti, gay, donne, giovani ecc), ma è vero che sono per lo più tossicodipendenti, immigrati e poveracci. E non è populismo ammettere che in Italia i grandi criminali, tanto più quelli dell'economia e della politica, stanno fuori.
Ma, a guardare alle adesioni, anzi ai silenzi dei Ds, si direbbe che anche questo tema "strappacuore" non sia neanche più tanto della Sinistra politica istituzionale, quanto di quella alternativa e, ancora fino a papa Wojtyla, di quella cattolica. E poi, certo, nel programma radicale c'è la grazia a Sofri - riferisce Cazzullo nell'intervista di oggi sul Corriere -, e più in generale il potere di grazia del presidente della Repubblica. Quindi l'abrogazione del Concordato, l'eutanasia, i diritti delle minoranze (anche sessuali) e la riforma del sistema politico in senso anglosassone. Pannella e il bravo segretario politico Capezzone dicono sì alle proposte avanzate tempo fa da Giavazzi: abolizione degli ordini professionali (a cominciare da quello dei giornalisti), del valore legale del titolo di studio, e della golden share con cui lo Stato continua a dirigere di fatto e di diritto i consigli d'amministrazione degli Enti "privatizzati". Infine, visti i propositi di vendetta e reazione che circolano nella Sinistra estrema, un deciso no all’abolizione della legge Biagi, che - va ammesso - è una delle riforme buone fatte dalla Casa delle libertà. E ancora, separazione delle carriere dei magistrati, e - va da sè - la fedeltà alle alleanze in politica estera, cioè all'Occidente liberale.
Be', che dire, anche eliminando quelle due o tre cosette osé che potrebbero dar fastidio dentro Forza Italia, sempre più lobby di baciapile di provincia e piccolo-borghesi conservatori, saremmo disposti ad immolare sull'altare di Abramo gli agnelli sacrificali Willy Bordon, Arturo Parisi o Rosy Bindi (tanto, se mancano, chi se ne accorge?) pur di sentire a chiare lettere e a voce alta il medesimo programma liberale e liberista del "matto" Pannella dalle savie "tre scimmiette" liberali che nel Centro-destra non parlano, non sentono e non vedono.

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